Vazzoler per il 25 Aprile: "Recuperare il significato di solidarietà e coesione"
Nella mattinata di ieri si è tenuta la cerimonia di commemorazione del 25 Aprile, 72° Anniversario della Liberazione dal Nazifascismo; dopo la Santa Messa officiata da Mons. Gianni Sacchi, il corteo ha reso omaggio ai caduti al Viale della Rimembranza e presso il Cippo dei Fucilati, per poi giungere in Piazza Roma.
"Commemorare il 25 Aprile - ha detto il Sindaco, Cristina Vazzoler - è necessario oggi più che mai, oggi in cui riaffiora la paura di nuovi conflitti, che vanno ad aggiungersi ai troppi teatri di guerra dove il nostro intervento è stato improntato a restituire pace a popolazioni stremate. La cronaca di questi giorni, e di questi anni – purtroppo – ci consegna quotidianamente i segni dell’acuirsi di gravi forme di intolleranza. Studiare la Storia ci deve aiutare a captare quei segni,


ad interpretarli, prima che sia troppo tardi, a fermare le derive nazionaliste che hanno già mietuto troppe vittime, con le loro semplici e immediate soluzioni a problemi di enorme complessità. Studiare la Storia è l’unico modo per parlare del 25 Aprile ai nostri giovani, che hanno bisogno di chiavi di lettura del presente più che di coinvolgimenti emotivi. Pensiamo a quale fosse il clima sociale e politico in cui il nazismo ha preso forza e ci stupiremo, forse, per le analogie che potremo trovare con la realtà europea di questi tempi. Gli estremismi si nutrono dell’odio che essi stessi seminano.
Celebrare il 25 aprile - ha proseguito Vazzoler - è ribadire il valore storico, politico e civile di quel giorno che segnò invece per noi l’avvio di un’epoca nuova, in cui l’Italia devastata dal fascismo e dalla guerra, poté immaginare e lavorare per rendere possibile un futuro basato sui valori della democrazia e delle pari opportunità. Saremo degni eredi di quei valori se sapremo recuperare il significato delle parole solidarietà e coesione, come seppero fare allora le formazioni partigiane che, sui monti e nei paesi, affiancarono le truppe alleate; senza definire quali siano i confini della solidarietà; senza facili limitazioni alla provenienza geografica di chi ha reale bisogno del nostro aiuto e nello stesso tempo dando concretezza, coerenza ed organizzazione all’accoglienza.
Siamo e saremo noi quel popolo se sapremo comprendere - ha concluso il Sindaco - che pace e tolleranza non sono conquiste definitive e che non sono gratuite, ma frutto della fatica quotidiana nel non voler cedere alla violenza e alla prevaricazione su cui si fonda il razzismo."






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