All'Erios, venerdì 7 luglio, "Un aeroplano a vela"
L'emigrazione italiana verso l'America. Testo e regia di Renato Iannì.
Sarà in scena al teatro Erios, venerdì 7 luglio alle 21.00, "Un aeroplano a vela", la nuova produzione del Teatro Stabile di Biella in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Vigliano Biellese e del Laboratorio teatrale ScenAperta. Testo e regia sono di Renato Iannì, musiche di Gianmaria Testa.
Lo spettacolo, che fonde teatro di ricerca a teatro popolare, affronta il tema dei migranti, che rasenta l'eterna attualità.



Con “Un aeroplano a vela” Iannì affronta nuovamente il tema dei migranti, partendo dall’esperienza del precedente “Zattere e Zavorre”, di cui conserva una parte.

Ora sono gli italiani al centro della narrazione, quelli che partivano per le Americhe, che affrontavano l’Oceano su navi-carcasse con l’eterno carico di miseria e di speranze, di sofferenze e di sogni.
Sono i protagonisti del racconto, fra i tralicci dei grattacieli in costruzione di New York; nei bordelli, a vendere il proprio corpo, unico avere per domare la fame; nei manicomi, che il governo americano teneva nascosti all’opinione pubblica; nelle stanze in cui si parlava di pane fatto in casa e di caffè, stirando e cucendo; nelle fabbriche di operaie bambine, prive di qualsiasi sicurezza o garanzia; nelle lotte per la libertà e la dignità; nelle piccole e grandi storie di tutti i giorni.

Nel 1999, con “Schifo” di Robert Schneider, Iannì ha raccontato la storia di un emigrato iracheno, venditore di rose, con una forza evocativa che oscillava fra la nostalgia della propria terra e la rabbia verso il proprio destino. Era un testo sui rapporti con lo ‘straniero' di turno, che viene emarginato perché considerato responsabile di ogni problema sociale, ma nello stesso tempo viene sfruttato e privato della sua stessa dignità umana, come se facesse ‘schifo’.

Del 2012, con "Zattere e Zavorre", spogliando i fatti da ogni strumentalizzazione faziosa, il racconto di storie vere e simili del nostro e di altri popoli: storie di arrivi e di partenze, di gente nera e bianca, sin dal primo Novecento, quando anche gli italiani emigravano, spesso trattati come inutili zavorre che viaggiavano su navi sicure come zattere.

Accompagnano il viaggio le splendida musiche di Gianmaria Testa, nato nel ‘58 nelle Langhe in Piemonte, scoperto in Francia. 9 cd da “Montgolfières” del ’95 a “Men at work” del 2013. Oltre 3000 concerti sui palcoscenici più prestigiosi in tutto il mondo, con esauriti dappertutto, a partire dall’Olympia di Parigi.
Uno dei temi più importanti a dare poesia alla musica è stato quello della migrazione.
Il 13 ottobre 2006 è uscito il suo lavoro discografico, “Da questa parte del mare”, un album totalmente dedicato al tema delle migrazioni moderne; una riflessione poetica, aperta e senza demagogia sugli enormi movimenti di popoli che attraversano questi nostri anni, sulle ragioni, dure, del partire, sulla decisione, sofferta, di attraversare deserti e mari, sul significato di parole come “terra” o “patria” e sul senso di sradicamento e di smarrimento che lo spostarsi porta sempre con sé.
Nel 2011, torna sul palcoscenico con Giuseppe Battiston con lo spettacolo Italy, a raccontare di Italia, delle migrazioni nostre del secolo scorso e di conseguenza, come in uno specchio, di quelle attuali che vedono le nostre coste punto di approdo e non più di partenza per le tante carrette del mare. Lo fanno attraverso la poesia e le parole di Giovanni Pascoli, ma anche attraverso la musica e le canzoni dello stesso Gianmaria Testa.
Il 30 marzo del 2016, come si legge nel suo sito, “Gianmaria se n'è andato senza fare rumore. Restano le sue canzoni, le sue parole. Resta il suo essere stato uomo dritto, padre, figlio, marito, fratello, amico”.

In scena per "Un aeroplano a vela"

Linda Angeli
Marina Antoniotti
Consuelo Baù
Eleonora Cerchier
Maurizio De Toffoli
Francesca Di Dio Busa
Susanna Guerrini
Francesca Labarile
Elisabetta Martano
Lorenzo Monteleone
Elena Paganelli
Miriam Politi
Stefano Polletta

con la partecipazione di Vittoria Bricarello

Ingresso 15 euro, ridotto 10 euro fino a 18 anni e oltre i 65






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