In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne
La storia di Malala, all'Erios, sabato 24 novembre, ore 21.00
Vazzoler: "Fondamentale sensibilizzare i più giovani a questi temi"
In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l'Assessorato alle Pari Opportunità propone, per Sabato 24 novembre, alle ore 21.00, al Teatro Erios, lo spettacolo teatrale dal titolo "Malala", progetto di e con Raffaella Tomellini, dell'Associazione teatrale Viartisti di Torino, che ha ottenuto il patrocinio di Amnesty International.
La storia è quella della ragazza pakistana Malala Yousafzai, nota per il suo impegno per l'affermazione dei diritti civili e per il diritto all'istruzione, sopravvissuta miracolosamente ad un attentato nel 2012 ordito dai talebani pakistani, dal 2013 dimorante in Europa e, nel 2014, vincitrice del Premio Nobel per la pace (la più giovane ad averlo ottenuto).


Malala ha sempre lottato per il diritto inalienabile all'istruzione, e, da esule, continua a lottare per l’affermazione dei diritti allo studio in tutto il mondo, con il motto “one child, one teacher, one pen and one book can change the world”.

"La figura di Malala - spiega il Sindaco, Cristina Vazzoler - racchiude in sé temi di grande complessità: la tutela dei bambini e del loro diritto a crescere sereni e all'istruzione; la violenza contro i minori e soprattutto la violenza contro le donne, che in troppa parte del mondo cosiddetto civile è ancora una triste e quotidiana realtà. L'Amministrazione comunale sostiene i costi dello spettacolo, che è ad ingresso gratuito, affinché la partecipazione possa essere quanto più ampia possibile. E' fondamentale che vi sia una seria riflessione su questi argomenti in famiglia, a scuola."

"Questa proposta - continua la consigliera comunale Flaviana Desogus - rientra pienamente nell'attività di sensibilizzazione su queste tematiche complesse, che coinvolgono tutti e tutte. L'invito a partecipare è rivolto in particolare alle giovani generazioni, affinché siano realmente protagoniste di quel cambiamento culturale che tutti auspichiamo."

"Le azioni concrete di Malala - conclude l'autrice, Raffaella Tomellini - dimostrano che una cultura della speranza è possibile e che la speranza e la lotta per i diritti umani sono contagiosi e partono da noi!"

Lo spettacolo ha ricevuto il patrocinio di AMNESTY INTERNATIONAL con la seguente motivazione: "per mettere in scena una rappresentazione in cui spettatori e spettatrici si sentono inevitabilmente coinvolti, per prendere infine coscienza di quanto l'istruzione, per milioni di bambine e bambini di tutto il mondo, sia ancora un diritto per il quale lottare, a costi altissimi"


Raffaella Tomellini
Attrice /regista, fa parte della Compagnia Viartisti di Torino dal 1993. Ha lavorato con Michele Perriera (Teatès di Palermo), Valeriano Gialli (Envers Teatro di Aosta), Luciano Nattino (Casa degli Alfieri di Asti), Alessandra Rossi Ghiglione, Pippo Delbono, Andrea Tomaselli (Scuola Holden).
Nel 2002 ha curato la sua prima regia, “Lettera al padre”, di Franz Kafka, spettacolo finalista al concorso sul tema della seduzione del Teatro Libero di Palermo.
Ha ideato e realizzato i progetti “Habitat per Alda” (2011), spettacolo-concerto realizzato con il saxofonista Roberto Regis, “Piccole cose 2.0” (2015) coproduzione Viartisti/Tecnologia Filosofica in collaborazione con Scuola Holden Torino; progetto Giovani vite coraggiose: Anne Frank / Malala Yousafzai.
Collabora con Compagnia Tecnologia Filosofica di Torino e con Doria Crema e Fabio Castello per il “Solitudo”, progetto formativo e performativo nato in collaborazione con la Comunità Monastica di Bose (BL).

#diconodilei
… “Raffaella Tomellini, attrice sensibile, che da qualche tempo dà vita a un popolo di presenze fragili, da Alda Merini ai personaggi di Raymond Carver, si è impegnata nel progetto di una trilogia raccolta sotto il nome di “giovani vite coraggiose”
Maura Sesia, La Repubblica 30 gennaio 2018

“La forza della parola del poeta napoletano esplode in tutta la propria potenza immaginifica nel corpo e nella voce di Raffaella Tomellini, attraversata da leggeri fasci di luce, in una scenografia ambientale, quella della sala del Castello, nuda e ospitale. Solo un microfono in scena, laddove un leggero tratteggio di luci calde, poche movenze e alcune brevi coreografie, incantano il pubblico man mano che la storia di Miriam e Joseph viene dipanata”
Alan Mauro Vai teatro.it, 6 maggio 2016 spettacolo IN NOME DELLA MADRE… “






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